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LA
LEGGE NATURALE ,
L’AUTORITA’, La prima cosa che faranno i giusnaturalisti
sarà di dimostrare che se esiste una legge universale, non é certo
quella data dalla natura ma è quella che deduce la scienza nel considerare la
natura selvaggia dell’uomo. E’ l’uomo con la sua osservazione
scientifica che deduce le leggi universali di natura perché queste non
sono date dalla natura stessa ,
dirà Hobbes che pure costruisce la sua fortuna ideologica dicendio che ci deve essre una
legge matematica anche per la morale umana . “E’ l’uomo che stabilisce
“scientificamente quali sono “ poi dirà e non che bisogna leggerle nel cuore dell'uomo. Per i giusnaturalisti c’è un conflitto insanabile tra
l’individuo e lo Stato ,anzi lo Stato è l’espressione
di quella assoluta libertà ferina che l’individuo non potrà mai permettersi
altrimenti avremmo la legge della giungla e l’anarchia della foresta
dove ognuno lotta per la propria sopravvivenza .Per loro l’autorità nasce da
un contratto a cui però il popolo deve dare una
specie di consenso . Il fondamento hobbesiano è che lo stato di
natura sia uno stato di guerra da cui bisogna uscire con la società civile , questo perché egli confonde
gli istinti per legge naturale . Stessa cosa faranno gli illuministi nel
dimostrare che non esiste nessuna legge di natura universale nel senso
aristotelico e oggettivo ma esiste una
deduzione scientifica della libertà, fraternità e uguaglianza fra gli
uomini. Rosseau identifichera addirittura la
democrazia con l’uguaglianza e il “buon
selvaggio” è mosso solo dall’amor di sè (individulaismo)e
si sente veramente libero quando ubbidisce
solo alle leggi che lui stesso si è dato .Lo storicismo in seguito si
affannerà pure lui a dimostrare che non esiste alcuna “legge di natura oggettiva ” ma tutto di pende
dalla natura delle cose, dai bisogni materiali ed economici degli uomini di
una determinata classe sociale ed economica in una determinata e storica
situazione sociale = storicismo . Aristotile in realtà aveva individuato
la stella polare in mezzo a tutte le tempeste e vicissitudini degli uomini e
dei popoli , infatti egli dice che quando in
un territorio ci sono due o più comunità o famiglie, queste debbono regolare
i loro rapporti sociali , e proprio da questo nasce la naturale
necessità dell’autorità e quindi delle leggi. Allora nasce la politica
come conseguenza dell’etica sociale e non per frenare le passioni umane o
l’istinto naturale selvaggio dell’uomo .In
lui non c'è il problema della lotta del piu debole
contro il piu forte , ma
il problema della giustizia tra le varie parti .Ad esempio, se due o
tre famiglie di pastori in uno stesso territorio hanno bisogno di regole o
almeno di una consuetudine orale, oppure scritta, dove si dice
che le pecore degli uni non debbono sconfinare nei
pascoli dell’altro; non debbano rubarsi il bestiame a vicenda, anche nel caso
di capi dispersi …Hanno bisogno di dividersi il territorio, le sorgenti
d’acqua e stabilire una autorità TERZA che faccia
osservare queste leggi.Poteva essere un sacerdote o
un re, a volte anche un delinquente, ma era la natura stessa del vivere
comune che richiedeva altre leggi di diritto civile; così nasceva la
politica. Questa politica cercava di stabilire una giustizia e non aveva
nessun carattere utopico o moralistico .Il Filosofo
non considera l’autorità come quel potere necessario per regolare gli istinti
dell’ homo homini lupus, ma è quel potere
che regola i rapporti tra individui e tra comunità e classi sociali per uno
sviluppo ordinato di ognuna per i fini assegnatigli dalla stessa natura . Non
esiste conflitto innato tra individuo e autorità ; non ci deve essere, oppure distinguere
sempre nell’autorità colei che dovrebbe assicurare una giustizia giusta, che
non è altro se non l’antico concetto ebraico di : “occhio per occhio e dente
per dente”, parole che non significano vendetta sul nemico, ma
giustizia al disopra degli interessi e delle parti. Nella legislazione
ebraica possiamo distinguere anche culturalmente due tipi di leggi . Una legge scritta da Dio e
data a Mose’ sul Sinai , ed era quella legge che andava
riposta nell’Arca , e poi una legge “minore” che non era legge universale ma
l’adattamento di questa a situazioni e culture particolari .
Questa legge umana non andava riposta nell’arca e adorata perché non era
universale però aveva forza di legge in quella cultura e situazione
geografica . La legge ebraica ( dell'Arca )
non era altro che la sintesi scritta della legge universale fino allora
mai messa per iscritta in una sintesi cosi concentrata. Il politico o l' autorità non debbono fare altro se non attuare quella
giustizia nella società degli uomini . La libertà significa diosobbedire e seguire l'istinto e non la ragione
intrinseca di quella legge . Anche lo Stato non è artificialis e astratto , detenitore
di un contratto (truffa ) che bisogna stracciare ,
ma nasce dalla difesa di questi gruppi di individui
nel territorio, per procurarsi i mezzi di sussistenza e dividersi il lavoro
per lo sviluppo ordinato della società e delle famiglie . Queste
cose non vanno fatte se non avendo un modello etico ben preciso, dato dalla
stessa natura umana che non è solo animale.Il
principio di legittimazione dell’autorità quindi non è il consenso, se pur importante, ma lo stato di necessità
naturale che nasce dalla stessa natura sociale e non dalla lotta degli
egoismi tra individui .La società pre politica per il Filosofo è
la famiglia la quale è
quella società che organizza la casa (Oikos).Il
primo libro della Politica di Aristotile
riguarda il governo della casa, la società domestica e la sua economia.Non esistono per il Filosofo artificiali individui
isolati viventi al di fuori di qualsiasi norma in uno stato di libertà e
uguaglianza primigenia che oggi predomina nel modello darwiniano di famiglia .
Lo si costata dal fatto che
ogni volta che si parla della difesa del nucleo famigliare come primo modello
politico più piccolo, se ne viene sempre fuori qualcuno di destra o di
sinistra a dire che è una concezione reazionaria ogni interpretazione
che considera lo Stato come lo sviluppo naturale della famiglia.Il modello del potere è infatti quello del padre sul figlio esteso per
gradi al re o a un capo e lo stato per Aristotile non è
meno naturale delle altre forme più naturali del vivere sociale.Lo stato civile oggi vive della chimera contrattualistica fatta passare
per società civile. Gli stati non si sono formati per un atto di ragione umana ma per un atto naturale, i cittadini hanno bisogno
dell’autorità non per regolare i loro istinti ma per vivere ordinatamente e
secondo giustizia .C’è una società al disopra delle
altre società che si differenzia per un maggior grado di autorità
sulle altre tra loro e questa società è lo Stato.Questa
autorità non dipende da nessun’ altra
se non dalla legge morale di natura che giustifica il suo esistere.L’autorità viene dall’alto perché il padre comanda per
natura sul figlio e non viceversa, per contratto, il figlio dice al padre
cosa deve fare.Ora dove bisogna
collegare l’azione della politica in questo discorso?Un movimento
politico cerca di ristabilire i principi etici universali violati nel
corpo sociale e colloca al loro giusto posto in ordine etico le varie società
minori per il loro fine naturale e nel fare questo ha le giustificazioni
etiche e morali nell’uso di tutti i mezzi che ha a disposizione . Ciò che è giusto o ciò che non
è giusto non lo determina una maggioranza o un voto in piu
o in meno , ma una legge oggettiva , naturale , universale , a cui il politico o la
politica si ispira . |